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Sviluppo software8 min di letturaAggiornato a Settembre 2026

Recensioni online PMI: guida alle nuove linee guida AGCM 2026

Cosa cambia per le PMI con le linee guida AGCM 2026 sulle recensioni online. Obblighi, pratiche vietate e passi operativi per essere in regola.

Recensioni online PMI: guida alle nuove linee guida AGCM 2026

Cosa sono le linee guida AGCM 2026 e perché cambiano qualcosa

3 anni: tanto ci ha messo il quadro normativo europeo a tradursi in obblighi operativi chiari per chi vende online in Italia.
Le linee guida AGCM 2026 sulle recensioni online non sono un aggiornamento cosmetico. Arrivano dopo il recepimento della Direttiva Omnibus e la Legge 34/2026, e fissano per la prima volta criteri precisi su come raccogliere, pubblicare e gestire le recensioni dei consumatori. Per le PMI che gestiscono un e-commerce o una presenza su piattaforme di prenotazione, questo significa rivedere processi che spesso si sono costruiti in modo improvvisato.
La struttura della guida che segue è pensata per chi deve capire cosa fare, non solo cosa è cambiato sul piano legale.

Il quadro normativo in sintesi

La Legge 34/2026 (il cosiddetto DDL PMI approvato a inizio anno) ha introdotto norme specifiche sulle recensioni online, recependo e integrando quanto già previsto dalla Direttiva Omnibus a livello europeo. L’AGCM ha pubblicato le proprie linee guida applicative a marzo 2026.
I pilastri sono tre.
Autenticità verificabile. Chi pubblica recensioni deve adottare misure ragionevoli per verificare che provengano da consumatori che hanno effettivamente acquistato o usato il prodotto o servizio. Non serve un sistema blindato, ma serve un processo documentabile.
Trasparenza sul trattamento. I consumatori devono sapere come vengono gestite le recensioni: quali criteri si usano per pubblicarle, come vengono ordinate, se esistono meccanismi di moderazione. Queste informazioni devono essere accessibili prima che il consumatore le legga, non sepolte in una pagina di termini e condizioni.
Divieto di pratiche manipolative. Comprare recensioni false, commissionarle a terzi, cancellare selettivamente quelle negative, gonfiare artificialmente i punteggi: tutto questo è ora esplicitamente vietato e sanzionabile.

Passo 1 — Mappa dove e come raccogli le recensioni

Identifica tutti i touchpoint

Prima di cambiare qualcosa, devi sapere cosa hai. Fai un inventario: il tuo sito e-commerce, Google Business Profile, eventuali marketplace, piattaforme di prenotazione, directory di settore. Per ognuno, annota chi controlla il processo di raccolta (tu o la piattaforma) e se esiste già un meccanismo di verifica dell’acquisto.
Cosa va storto di solito: le PMI scoprono di avere recensioni attive su piattaforme che non gestiscono da mesi, oppure di aver attivato widget di terzi senza leggere come funziona il loro sistema di moderazione.

Distingui tra piattaforme che gestisci tu e piattaforme terze

Se usi una piattaforma esterna per raccogliere recensioni, non puoi delegare completamente la responsabilità. Le linee guida AGCM chiariscono che il venditore risponde del processo verso il consumatore, anche quando si affida a un fornitore di servizi. Chiedi al fornitore documentazione scritta su come verifica l’autenticità delle recensioni e conservala.

Passo 2 — Verifica l’autenticità: cosa serve davvero

Questo è il punto su cui le PMI si bloccano di più, perché “verificare l’autenticità” suona come un onere tecnico enorme. Non lo è, se si parte dal processo giusto.
Le linee guida non richiedono un sistema di verifica infallibile. Richiedono misure proporzionate alla dimensione e al tipo di attività. Per una PMI, questo si traduce in pratica in tre cose:

  1. Inviare la richiesta di recensione solo a chi ha completato un acquisto o una prenotazione, con un link univoco collegato all’ordine.
  2. Non accettare recensioni da utenti non registrati o da account creati appena prima di lasciare la recensione (questo lo puoi configurare nella maggior parte dei plugin e piattaforme).
  3. Documentare il processo: tieni traccia di quando e come invii le richieste, anche solo in un foglio di log.

Cosa va storto di solito: si usano form aperti sul sito, senza alcun collegamento all’ordine, e si raccolgono recensioni da chiunque passi. Questo non è più ammissibile.

Passo 3 — Aggiorna le informative sul sito

Cosa deve comparire e dove

Ogni pagina che mostra recensioni deve indicare, in modo visibile e comprensibile:

  • che le recensioni provengono da acquirenti verificati (se è così)
  • come vengono ordinate (per data, per rilevanza, per punteggio)
  • se esiste moderazione e su quali basi

Non serve una pagina dedicata. Basta una nota breve vicino al blocco recensioni, con un link a una policy più dettagliata se necessario. L’importante è che l’informazione sia lì prima che il consumatore legga i commenti, non dopo.

Cosa fare con le recensioni già online

Le recensioni raccolte prima dell’entrata in vigore della normativa non vanno cancellate. Però, se sai che alcune provengono da processi non conformi (per esempio, campagne di recensioni incentivate non dichiarate), è meglio consultare un legale prima di decidere come gestirle. Rimuoverle tutte in blocco potrebbe creare più problemi di quanti ne risolva.
Cosa va storto di solito: si aggiorna la policy per le recensioni future e si dimentica di mettere in chiaro il trattamento di quelle già presenti.

Passo 4 — Elimina le pratiche vietate

Le pratiche vietate dalla normativa sono elencate in modo abbastanza preciso. Alcune sono ovvie, altre meno.
Ovvie: comprare recensioni false, usare servizi di “reputation management” che promettono di aggiungere recensioni positive, creare account fittizi.
Meno ovvie: filtrare le richieste di recensione in modo da contattare solo i clienti soddisfatti (cherry-picking), mostrare un punteggio medio calcolato su un sottoinsieme di recensioni senza dichiararlo, usare dark pattern che rendono difficile lasciare una recensione negativa ma semplice lasciare una positiva.
Quest’ultima categoria è quella su cui l’AGCM ha dichiarato di voler concentrare i controlli nel 2026. Se hai un flusso post-acquisto che chiede prima “sei soddisfatto?” e poi, solo ai soddisfatti, propone di lasciare una recensione pubblica, stai usando una pratica che rientra nel cherry-picking.
Se stai rivedendo i tuoi processi di raccolta feedback e vuoi capire come strutturarli in modo conforme, raccontaci il tuo caso.

Passo 5 — Gestisci le recensioni negative senza violare le regole

La tentazione di cancellare le recensioni negative è comprensibile. Ma la moderazione deve seguire criteri oggettivi, pubblicati in anticipo, applicati in modo coerente.
Puoi rimuovere una recensione se:

  • contiene linguaggio offensivo o discriminatorio
  • è palesemente fuori tema (per esempio, riguarda un prodotto che non hai mai venduto)
  • è stata identificata come falsa attraverso il tuo processo di verifica

Non puoi rimuoverla perché è negativa, perché abbassa la media, o perché il cliente era “difficile”.
Cosa va storto di solito: si cancellano recensioni negative invocando generici “criteri di qualità” che non sono stati mai definiti né pubblicati. Se arriva un controllo, la mancanza di criteri documentati è già una violazione.

Passo 6 — Metti in piedi un processo di monitoraggio

Essere conformi oggi non significa esserlo tra sei mesi. Le piattaforme cambiano le loro policy, i fornitori aggiornano i sistemi, le linee guida AGCM possono essere integrate.
Metti in calendario una revisione trimestrale del processo. Controlla:

  • che i fornitori di servizi di recensione abbiano mantenuto la conformità
  • che le informative sul sito siano aggiornate
  • che non siano emersi nuovi account sospetti o picchi anomali di recensioni

Cosa va storto di solito: si fa un aggiornamento una tantum dopo aver letto un articolo (come questo) e poi non si tocca più nulla per anni.

Recensioni e piattaforme e-commerce: il caso specifico

Se vendi attraverso un e-commerce proprietario, hai più controllo e più responsabilità. Puoi configurare il plugin di recensioni per richiedere l’autenticazione dell’acquisto, impostare criteri di moderazione, esportare i log per documentazione.
Se vendi su marketplace, il controllo è limitato. In questo caso, il tuo lavoro è documentare che hai scelto piattaforme che dichiarano di rispettare la normativa e che hai verificato questa dichiarazione. Non è una garanzia assoluta, ma è la diligenza ragionevole che le linee guida richiedono.
Un aspetto che spesso viene trascurato: la tracciabilità delle recensioni incentivate. Se offri uno sconto o un coupon in cambio di una recensione, questo deve essere dichiarato in modo esplicito al consumatore e visibile accanto alla recensione stessa. Non basta una nota nei termini generali.
Per chi gestisce un e-commerce custom o sta valutando come strutturare il sistema di raccolta feedback in modo nativo, può essere utile leggere come funziona l’automazione dei processi aziendali con l’AI per capire quali flussi ha senso automatizzare.

La nostra posizione su questo tema

Le linee guida AGCM 2026 sono, nella sostanza, ragionevoli. Chiedono alle PMI di fare cose che avrebbero dovuto fare già prima: raccogliere recensioni in modo onesto, trattarle in modo trasparente, non manipolare l’immagine pubblica attraverso pratiche sleali.
Il problema è che molta della comunicazione intorno a questa normativa si è concentrata sulle sanzioni e sulle grandi piattaforme, lasciando le PMI con l’impressione che si tratti di un adempimento burocratico complesso. Non lo è. Con un processo chiaro e documentato, la conformità è raggiungibile senza stravolgere nulla.
Quello che invece è sbagliato, e lo diciamo chiaramente, è continuare a usare pratiche di cherry-picking o dark pattern pensando che “tanto non controllano le piccole aziende”. L’AGCM ha dichiarato che i controlli nel 2026 si concentreranno proprio sui comportamenti sistematici, non solo sulle violazioni eclatanti.

Domande frequenti

Q: Le linee guida AGCM sulle recensioni si applicano anche alle PMI piccole?
A: Sì. Le linee guida non prevedono soglie dimensionali. Una PMI con un negozio WooCommerce che raccoglie recensioni è soggetta agli stessi obblighi di un grande e-commerce, anche se le sanzioni tengono conto delle dimensioni aziendali.
Q: Posso cancellare una recensione negativa ricevuta?
A: Solo se viola criteri oggettivi già pubblicati, per esempio linguaggio offensivo o contenuto fuori tema. Cancellare recensioni negative in modo selettivo per migliorare il punteggio medio è una pratica vietata dalle linee guida AGCM 2026.
Q: Cosa devo fare se uso una piattaforma terza per raccogliere le recensioni?
A: Devi verificare che la piattaforma rispetti i requisiti di tracciabilità e autenticità previsti dalla normativa. Non basta affidarsi al fornitore: sei tu, come venditore, a rispondere del processo di raccolta verso i consumatori.
Q: Le recensioni incentivate sono sempre vietate?
A: Non sempre. Offrire un incentivo (sconto, punti fedeltà) per lasciare una recensione è ammesso solo se viene dichiarato esplicitamente al consumatore e se l’incentivo non è condizionato al contenuto positivo della recensione.

Se stai rivedendo la gestione delle recensioni nel tuo e-commerce e vuoi capire come strutturare un processo conforme senza appesantire le operazioni, raccontaci il tuo caso.

PS

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